Spett.le Azienda, sono Raffaela una donna di 38 anni. Non ho
mai rimpianto un solo giorno della mia vita ma in questo momento
particolarmente delicato per l’economia italiana, di colpo vorrei cancellare dal mio dato anagrafico, il
3 che precede l’ 8 e magari inserire un 2. A quanto pare, oltre ai progetti di
Garanzie Giovani, c’è poco per gli over 30. Mi sono laureata quattro mesi fa in
Scienze Psicologiche Sociali e del Lavoro. So che a voi non interessa ma gli
anni dell’università fatti in età grandina, sono stati fonte di grande
soddisfazione, umana e accademica. Perché frequentare i corsi in mezzo a
giovani diciottenni, ti fa sentire un po’ come loro e nello stesso tempo, ti
senti felice di essere “oltre loro”. Fai da mamma, da zia, da sorella maggiore e fai già pratica nel settore psicologico,
perché vedi che tanti ragazzi sono lasciati soli in questo cammino. Ne vedi
altri che non sono consapevoli della scelta fatta e altri ancora che hanno
paura dell’università e della vita. Prima o poi abbiamo tutti un po' di paura e stare insieme è come mettersi delle coperte per riscaldarsi da quel gelo che è legato all'incertezza delle proprie strade. Studiare insieme ai ragazzi,
apprendere e condividere diversi punti di vista su materie che mi hanno aperto
gli occhi è stato molto bello! Ricordo che il primo giorno e la prima ora di lezione sono stati
poco nitidi. Si, perché avevo gli occhi pieni di lacrime. Non mi sembrava vero
di poter frequentare l’università e realizzare uno dei sogni più grandi della
mia vita! So che avere almeno una laurea triennale può aiutare ad essere scelti
tra i vari candidati. Anche se sto perdendo le speranze. Voi richiedete titoli,
esperienze, versatilità e nello stesso tempo una certa monotematicità che purtroppo
non mi riconosco. Ho iniziato a lavorare a 13 anni, con piccoli lavoretti e
quasi al finire delle scuole superiori, con lezioni private soprattutto di
materie umanistiche. Come potrete notare nel mio curriculum (che spero
leggerete) ho esperienze documentate nella ricerca e selezione del personale;
gestione corsi di informatica; telefonista inbound, outbound e gestione call
center; analista dati programmazione PL/SQL, per una delle aziende italiane più importanti. Dopo la
laurea ho ritenuto che potessi crescere ulteriormente dal punto di vista
professionale, così ho conseguito un bellissimo corso come Social Media
Marketing. Sto facendo esperienza in tal senso, sposando le mie qualità di autrice con i programmi di grafica e la digitalizzazione. So che non vi interessa
nemmeno questo e che magari (come mi è stato già detto) lo considererete un
ulteriore deragliamento dal percorso (quale poi?) ma ho scritto tre libri.
Attualmente ne ho pubblicati due : un racconto per bambini e un romanzo corale. Ho
fatto diverse collaborazioni con riviste locali, partecipato a festival teatro
per ragazzi e presentato il mio romanzo per circa un anno. Poi per un altro anno ho lavorato come
articolista on line. Ritengo di aver realizzato in questo senso anche un altro
sogno: provare a scrivere. Sono parecchi mesi che affrontato
diversi colloqui, in special modo quelli di gruppo. Alcuni anche fra persone
disabili o che hanno un’invalidità civile come la mia. Non ho mai pensato di
dover avere una corsia preferenziale. Non considero i miei problemi di salute come
il pass per avere un lavoro stabile ma nemmeno come la lettera scarlatta che ti
identifica come qualcuno che non è capace. Forse è davvero questo che mi
dispiace tanto: avere la chiara percezione di essere stata trattata come un'handicappata. Parlo di come molte
aziende non-considerano i candidati. Parlo di come mi hanno fatta sentire quando mi
hanno detto che “confondo le aziende perché non ho un percorso lineare”. Parlo di chi ha detto che potrei vendere neve agli eschimesi. Non era
un complimento perché se c’è una cosa che odio in questa vita è proprio la
vendita è tutto quello che ci gira intorno. Un selezionatore attento avrebbe dovuto capirlo. Quello che lui ha definito vendita altro non è che amore per me stessa e la vita. Forse è per questo che non trovo ancora un lavoro dove possa essere trattata da essere umano. Non sono in
vendita e nemmeno a noleggio. Vorrei offrire la mia energia, il mio ottimismo, le mie capacità relazionali e l’esperienza maturata
in uno dei settori in cui sono capace e che vi ho citato. Tutto questo con
serietà, lealtà e voglia di imparare. Chiedo in cambio un salario che possa
consentirmi di provvedere almeno a me stessa con dignità. Questo io lo chiamo
lavoro. Voi come lo chiamate? Esiste ancora?
Spett.le Società, sono Raffaela, una donna che cerca di vivere la vita che desidera . Sono molto fiera di essere ciò che sono. Orgogliosa del mio percorso di studi e di lavoro.
Vi auguro di trovare il candidato che cercate.
cordialmente,
Raffaela Nocerino

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