Se mi telefonasse un editore serio per dirmi che desidera pubblicare uno dei miei libri e investire quindi su di me, credo che gli riderei in faccia dall'altro capo del telefono e probabilmente, come una iena ridens, schiatterei nella mia beata ironia!
Qualche giorno fa ho fatto la prefazione ad un e-book di una persona cara, a cui auguro ogni bene. Devo dire che è stato un bel momento. Tuttavia, passato l'attimo in cui ho messo la mia firma e l'e-book è stato pubblicato, mi sono iniziati i crampi allo stomaco e dire che digerisco anche un tavolo imbandito per un matrimonio (napoletano...). Pubblicare libri è stata una delle delusioni più grandi della mia vita. La penna è attaccata al chiodo. La tolgo per qualche minuto e solo per poter condividere su qualche social o come adesso in questo blog, ma la verità è che sono schifata di tutto quello che riguarda il contesto "libri" oltre la scrittura. Benché e qualcuno conservi un'immagine poetica dello scrittore, soltanto chi lavora con grosse case editrici vive il suo momento di gloria e di soldi. Per fare lo scrittore i soldi devi spenderli! 500-1000 euro per pubblicare; infinite cifre per farti pubblicità on line, ammesso che tu sia capace di farla; leccare per giornate intere il culo a gente che spende per ogni cazzata e mai per il tuo libro; presenziare a serate, cene (che ti paghi tu!), aperitivi con idioti che non sanno mettere insieme un soggetto, verbo e predicato ma per chissà quale assurdo motivo, pubblicano e vendono più di te! Far finta che ti piaccia la loro spazzatura e tessere fiumi di relazioni che solo a pensarci, rischio davvero di vomitare sulla tastiera! Per non parlare di decine di libri che ti tocca regalare con la speranza che qualche mente lungimirante, possa mai notarti. Naturalmente c'è chi vive per questo e ama farlo. A me, fa proprio schifo! Mi aspettavo di scrivere e vivere di questo? Mai passato per l'anticamera del cervello. Ma nemmeno voglio far fare soldi agli altri, fossero anche dieci euro, con il frutto della mia mente. Mi aspettavo semplicemente che io dovevo essere brava, creare quanto più possibile e magari qualcuno a caso (un editore serio e non i soliti truffaldini) pensasse al resto. FANTASCIENZA! Che poi tutti ti dicono. "oh che bello scrivi! come si chiama il tuo libro che lo compro subito?!". Come no. Aspetta e spera. Poi magari miracolosamente te ne comprano uno dopo un paio di mesi e ti dicono che è eccezionale e che vorrebbe farlo leggere a tutta la famiglia. Tu magari gli proponi un'altra copia anche a prezzo scontato e la beata anima intellettuale per quattro pidocchi, cosa ti risponde? "Grazie, magari intanto presto il mio". No grazie te lo dico io e proprio non ci sto! Ho già il fegato grasso. Non voglio farmelo anche amaro! E che oggi mi è presa proprio male perché vedo che non si tratta di soldi. Si potrebbe pubblicare anche un e-book a 0,99 centesimi. Non lo cagherebbe nessuno lo stesso! Poi la cosa speciale e che quei quattro disgraziati più devoti, dopo aver letto il suo libro ti dicono che vorrebbero che tu ne pubblicassi un altro, come se si trattasse di gonfiare un palloncino e venderlo in centro citta. Come mai tutto questo tempo per scrivere? Ricordo che con la mia solita ruvida dolcezza o pesante esistenza (pensatela come volete) risposi via email ad una cara signora, che scrivere libri non è come sfornare il pane! Quante probabilità avevo che quella donna avesse un panificio? Porca miseria! Mi rispose in evidente stato di agitazione dicendo che nemmeno i pezzi di pane si sfornavano più come una volta! E, me l'ero cercata. Credevo che mi sarebbe passata la scuffia e invece no. Ho un libro a cui ho lavorato due anni, presentato anche al concorso La rai. L'avranno letto? Avranno aperto quel plico? Poi faccio un giretto via web e scopro che ometti a cui non darei nemmeno la spugnetta per pulire il bagno, pubblicano con enormi case editrici e fanno come i cantanti: tour di città in città a presentare quel libro che cambierà il mondo. E dire che me l'hanno anche chiesto. Ad uno dei mille colloqui che ho fatto non certo per vendere libri ma per avere quel classico lavoro che paga le bollette, un tizio mi dice bello pacato: "Se sei una scrittrice perché non hai scritto quel libro che è stato venduto in tutto il mondo?". Gli ho risposto sorridendo che non sono così brava. Volevo dirgli che nemmeno Dio lo è, dal momento che si mormora che abbia ispirato le sacre scritture ma in alcuni paesi queste scritture vengono bannate e ritenute inutili". Ma non si poteva. Era un lavoro dove avrei guadagnato 480 euro al mese, non so se rendo l'idea dell'allettante offerta! A me ci vogliono al giorno! E con questo chiudo riattaccando la penna che evidentemente si sposa proprio bene con quel chiodo.
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