mercoledì 24 agosto 2016

Vendere libri in Italia: meglio andare a vendere palloncini nei parchi!

Se mi telefonasse un editore serio per dirmi che desidera pubblicare uno dei miei libri e investire quindi su di me, credo che gli riderei in faccia dall'altro capo del telefono e probabilmente, come una iena ridens, schiatterei nella mia beata ironia!
Qualche giorno fa ho fatto la prefazione ad un e-book di una persona cara, a cui auguro ogni bene. Devo dire che è stato un bel momento. Tuttavia, passato l'attimo in cui ho messo la mia firma e l'e-book è stato pubblicato, mi sono iniziati i crampi allo stomaco e dire che digerisco anche un tavolo imbandito per un matrimonio (napoletano...). Pubblicare libri è stata una delle delusioni più grandi della mia vita. La penna è attaccata al chiodo. La tolgo per qualche minuto e solo per poter condividere su qualche social o come adesso in questo blog, ma la verità è che sono schifata di tutto quello che riguarda il contesto "libri" oltre la scrittura. Benché e qualcuno conservi un'immagine poetica dello scrittore, soltanto chi lavora  con grosse case editrici vive il suo momento di gloria e di soldi. Per fare lo scrittore i soldi devi spenderli! 500-1000 euro per pubblicare; infinite cifre per farti pubblicità on line, ammesso che tu sia capace di farla; leccare per giornate intere il culo a gente che spende per ogni cazzata e mai per il tuo libro; presenziare a serate, cene (che ti paghi tu!), aperitivi con idioti che non sanno mettere insieme un soggetto, verbo e predicato ma per chissà quale assurdo motivo, pubblicano e vendono più di te! Far finta che ti piaccia la loro spazzatura e tessere fiumi di relazioni che solo a pensarci, rischio davvero di vomitare sulla tastiera! Per non parlare di decine di libri che ti tocca regalare con la speranza che qualche mente lungimirante, possa mai notarti. Naturalmente c'è chi vive per questo e ama farlo. A me, fa proprio schifo! Mi aspettavo di scrivere e vivere di questo? Mai passato per l'anticamera  del cervello. Ma nemmeno voglio far fare soldi agli altri, fossero anche dieci euro, con il frutto della mia mente. Mi aspettavo semplicemente che io dovevo essere brava, creare quanto più possibile e magari qualcuno a caso (un editore serio e non i soliti truffaldini) pensasse al resto.  FANTASCIENZA!  Che poi tutti ti dicono. "oh che bello scrivi! come si chiama il tuo libro che lo compro subito?!". Come no. Aspetta e spera. Poi magari miracolosamente te ne comprano uno dopo un paio di mesi e ti dicono che è eccezionale e che vorrebbe farlo leggere a tutta la famiglia. Tu magari gli proponi un'altra copia anche a prezzo scontato e la beata anima intellettuale per quattro pidocchi, cosa ti risponde? "Grazie, magari intanto presto il mio".  No grazie te lo dico io e proprio non ci sto!  Ho già il fegato grasso. Non voglio farmelo anche amaro! E che oggi mi è presa proprio male perché vedo che non si tratta di soldi. Si potrebbe pubblicare anche un e-book a 0,99 centesimi. Non lo cagherebbe nessuno lo stesso! Poi la cosa speciale e che quei quattro disgraziati più devoti, dopo aver letto il suo libro ti dicono che vorrebbero che tu ne pubblicassi  un altro, come se si trattasse di gonfiare un palloncino e venderlo in centro citta. Come mai tutto questo tempo per scrivere? Ricordo che con la mia solita ruvida dolcezza o pesante esistenza (pensatela come volete) risposi via email ad una cara signora, che scrivere libri non è come sfornare il pane! Quante probabilità avevo che quella donna avesse un panificio? Porca miseria! Mi rispose in evidente stato di agitazione dicendo che nemmeno i pezzi di pane si sfornavano più come una volta! E, me l'ero cercata. Credevo che mi sarebbe passata la scuffia e invece no. Ho un libro a cui ho lavorato due anni, presentato anche al concorso La rai. L'avranno letto? Avranno aperto quel plico? Poi faccio un giretto via web e scopro che ometti a cui non darei nemmeno la spugnetta per pulire il bagno, pubblicano con enormi case editrici e fanno come  i cantanti: tour di città in città a presentare quel libro che cambierà il mondo. E dire che me l'hanno anche chiesto. Ad uno dei mille colloqui che ho fatto non certo per vendere libri ma per avere quel classico lavoro che paga le bollette, un tizio mi dice bello pacato: "Se sei una scrittrice perché non hai scritto quel libro che è stato venduto in tutto il mondo?". Gli ho risposto sorridendo che non sono così brava. Volevo dirgli che nemmeno Dio lo è, dal momento che si mormora che abbia ispirato le sacre scritture ma in alcuni paesi queste scritture vengono bannate e ritenute inutili". Ma non si poteva. Era un lavoro dove avrei guadagnato 480 euro al mese, non so se rendo l'idea dell'allettante offerta!  A me ci vogliono al giorno! E con questo chiudo riattaccando la penna che evidentemente si sposa proprio bene con quel chiodo.

giovedì 2 giugno 2016

La lettera di presentazione che non posso inviare

Spett.le Azienda, sono Raffaela una donna di 38 anni. Non ho mai rimpianto un solo giorno della mia vita ma in questo momento particolarmente delicato per l’economia italiana, di colpo vorrei cancellare dal mio dato anagrafico,  il 3 che precede l’ 8 e magari inserire un 2. A quanto pare, oltre ai progetti di Garanzie Giovani, c’è poco per gli over 30. Mi sono laureata quattro mesi fa in Scienze Psicologiche Sociali e del Lavoro. So che a voi non interessa ma gli anni dell’università fatti in età grandina, sono stati fonte di grande soddisfazione, umana e accademica. Perché frequentare i corsi in mezzo a giovani diciottenni, ti fa sentire un po’ come loro e nello stesso tempo, ti senti felice di essere “oltre loro”. Fai da mamma, da zia, da sorella  maggiore  e fai già pratica nel settore psicologico, perché vedi che tanti ragazzi sono lasciati soli in questo cammino. Ne vedi altri che non sono consapevoli della scelta fatta e altri ancora che hanno paura dell’università e della vita.  Prima o poi abbiamo tutti un po' di paura e stare insieme è come mettersi delle coperte per riscaldarsi da quel gelo che è legato all'incertezza delle proprie strade. Studiare insieme ai ragazzi, apprendere e condividere diversi punti di vista su materie che mi hanno aperto gli occhi è stato molto bello! Ricordo che il primo giorno e la prima ora di lezione sono stati poco nitidi. Si, perché avevo gli occhi pieni di lacrime. Non mi sembrava vero di poter frequentare l’università e realizzare uno dei sogni più grandi della mia vita! So che avere almeno una laurea triennale può aiutare ad essere scelti tra i vari candidati. Anche se sto perdendo le speranze. Voi richiedete titoli, esperienze, versatilità e nello stesso tempo una certa monotematicità che purtroppo non mi riconosco. Ho iniziato a lavorare a 13 anni, con piccoli lavoretti e quasi al finire delle scuole superiori, con lezioni private soprattutto di materie umanistiche. Come potrete notare nel mio curriculum (che spero leggerete) ho esperienze documentate nella ricerca e selezione del personale; gestione corsi di informatica; telefonista inbound, outbound e gestione call center; analista dati programmazione PL/SQL, per una delle aziende italiane più importanti. Dopo la laurea ho ritenuto che potessi crescere ulteriormente dal punto di vista professionale, così ho conseguito un bellissimo corso come Social Media Marketing. Sto facendo esperienza in tal senso, sposando  le mie qualità di autrice con i programmi di grafica e la digitalizzazione. So che non vi interessa nemmeno questo e che magari (come mi è stato già detto) lo considererete un ulteriore deragliamento dal percorso (quale poi?) ma ho scritto tre libri. Attualmente ne ho pubblicati due : un racconto per bambini e un romanzo corale. Ho fatto diverse collaborazioni con riviste locali, partecipato a festival teatro per ragazzi e presentato il mio romanzo per circa un anno.  Poi per un altro anno ho lavorato come articolista on line. Ritengo di aver realizzato in questo senso anche un altro sogno: provare a scrivere.  Sono parecchi  mesi che affrontato diversi colloqui, in special modo quelli di gruppo. Alcuni anche fra persone disabili o che hanno un’invalidità civile come la mia. Non ho mai pensato di dover avere una corsia preferenziale. Non considero i miei problemi di salute come il pass per avere un lavoro stabile ma nemmeno come la lettera scarlatta che ti identifica come qualcuno che non è capace. Forse è davvero questo che mi dispiace tanto: avere la chiara percezione di essere stata trattata come un'handicappata.  Parlo di come molte aziende non-considerano i candidati. Parlo di come mi hanno fatta sentire quando mi hanno detto che “confondo le aziende perché non  ho un percorso lineare”.  Parlo di chi ha detto che potrei vendere neve agli eschimesi. Non era un complimento perché se c’è una cosa che odio in questa vita è proprio la vendita è tutto quello che ci gira intorno. Un selezionatore attento avrebbe dovuto capirlo. Quello che lui ha definito vendita altro non è che amore per me stessa e la vita. Forse è per questo che non trovo  ancora un lavoro dove possa essere trattata da essere umano. Non sono in vendita e nemmeno a noleggio. Vorrei offrire la mia energia,  il mio ottimismo, le mie capacità relazionali e l’esperienza maturata in uno dei settori in cui sono capace e che vi ho citato. Tutto questo con serietà, lealtà e voglia di imparare. Chiedo in cambio un salario che possa consentirmi di provvedere almeno a me stessa con dignità. Questo io lo chiamo lavoro. Voi come lo chiamate? Esiste ancora?
Spett.le Società, sono Raffaela, una donna che cerca di vivere la vita che desidera . Sono molto fiera di essere ciò che sono. Orgogliosa del mio percorso di studi e di lavoro. 

Vi auguro di trovare il candidato che cercate. 

cordialmente,
Raffaela Nocerino

Acque termali, nuoto ...

Ieri sono stata alle terme. Anni fa era considerata una cosa da vecchi! In effetti c'è una buona percentuale di persone over 60. Beh, giovanissima non sono. Vecchia nemmeno. Approfitto delle vie di mezzo per fare quello che voglio fare. Tanto lo farei comunque ...
Dovete sapere che adoro nuotare. Amo gli oceani, il mare,  ma nessun compromesso: devono essere limpidi e spettacolari! Se non lo sono e non ho le tasche giuste per intraprendere un viaggio , sono capace di far passare anni prima di andare al mare. Il mio motto di vita è: "solo il meglio del meglio". Concetto estremamente opinabile. Però quando lo provi una cosa è certa, non torni più indietro. Mangiato il miglior boccone non si riesce ad arretrare. Secondo me vale per tanti aspetti della vita. Ho avuto la possibilità di provare una fascia di meglio e di peggio. Secondo voi, che cosa scelgo? 
Ieri sono stata felice di rilassarmi in quelle acqua caldissime con vapore e idromassaggi per ogni parte del corpo. Poi sono andata in due piscine più grandi e fresche e ho nuotato fintanto che non sentivo più le braccia! Mi piace stancarmi, consumarmi nelle poche cose per cui provo grande passione. Rigenerarmi nel sapere e sentire che non mi sono risparmiata. Poi il posto era quasi deserto e io che dirvi... sono nata come "animale sociale" per poi evolvermi in "animale relazionale". Sto bene da sola. Sto benissimo col mio amore e ogni tanto mi dono agli altri. Sempre che gli altri facciano la stessa scelta. Un paio d'ore e poi via dalle balle! Anni fa non l'avrei creduto possibile; adesso ne sono felice.
Ero indecisa se inserire questo post nella pagina di dieta e allenamento oppure no. L'ho metto qui perché a me l'idea di fare il criceto "solo" per dimagrire, anche se ne ho grande necessità, non piace! Devo comunque trovare piacere o almeno una certa soddisfazione. E ieri è stata una gran goduria! Fra l'altro per una persona obesa che ama nuotare, non sentire il peso del suo corpo per qualche ora è un miracolo. 
Come procede con l'alimentazione? Dopo cena ho sempre una fame porca! Indipendentemente da quello che ho mangiato. Mi addormento molto tardi e quindi fate conto che dalle nove che finisco la cena fino a minimo mezzanotte, faccio la processione di gallette di riso, yogurt e frutta. Rispetto a quello che mangiavo prima sono degli assaggi! L'unico consiglio che posso dare a chi intraprende questo percorso è di essere onesto con se stesso e il proprio medico, dietista, allenatore. Non fate finta di nutrirvi di aria che il grasso addosso non compare da solo! Vorrei che come essere umani iniziassimo a prenderci meno per i fondelli. Almeno con noi stessi.   


martedì 31 maggio 2016

Crostata leggera e buona

Da piccola quando avevo la febbre chiedevo sempre alla mamma di farmi la crostata. Non ho la più pallida idea del perché. Un giorno ebbi la febbre particolarmente alta e nel delirio iniziai a chiedere la crostata. Mi succedeva anche nell'adolescenza. Crostata al cioccolato!Naturalmente non la mangiavo subito ma dopo che mi era passata la febbre. Le ricordo come le crostate più buone del mondo! E dire che mia madre non è mai stata una a cui piaceva fare dolci. Ricordo che usciva, comprava gli ingredienti e la preparava in fretta e furia. Quando mi diceva che l'aveva fatta, io mi tranquillizzavo! Non sono mai stata normale! 
Comunque, oggi ho pensato di fare un dolcetto per la merenda. Qualcosa a basso contenuto di grassi e di zuccheri. In giro vendono prodotti di ogni tipo: senza latte, senza uova, senza burro, senza zucchero. Le etichette invece di dire quello che contiene il prodotto dicono quello che non ha! Il mondo a rovescio!
Per chi ha comprovate e gravi intolleranze o un forte diabete, va più che bene. Avevo voglia di vedere qualcosa di bello. Per me il cibo ha una serie di significati. Racchiude molto più che il banale nutrimento. Il cibo è calore, accoglienza, generosità, ospitalità. Potrei fare un elenco infinito. Se voglio davvero nutrirmi di un cibo sano che non mi ammazzi alle spalle, devo sforzarmi di usare creatività e ingegno.
Ho usato una sfoglia integrale con il 30% in meno di grassi.
Niente aggiunta se non 3 tipi di marmellate completamente prive di zuccheri. Di solito la marmellata senza zucchero fa veramente schifo! Ma se siete disposti a spendere 4 euro per un vasetto piccolo di marmellata, provate a comprare quelle dell'Alce Nero! Una marca fantastica, biologica e saporita. Fanno anche sughi di pomodoro, alle verdure. Pasta (carissima ma realmente integrale, biologica e buona)!
Ho fatto la crostata quattro gusti: arance, pesche, albicocche e un velo di crema al cioccolato, anche quella senza zucchero! Una fettina per merenda, il resto a chi c'è in casa. Non è certo la merenda più sana ma se voglio sentirmi non in privazione ma semplicemente in un cammino verso l'equilibrio, devo imparare a dosare. E poi in casa c'è una persona a cui voglio bene che oggi era molto triste. Dicono che una fetta di crostata possa aiutare...

Ciao mondo! 


lunedì 30 maggio 2016

Verdure ripiene

Ci sono moltissimi modi di preparare le verdure. Stasera le ho preparate in modo gustoso e dietetico.
Considerate che le quantità erano per tre persone, quindi davvero pochissime calorie

2 zucchine
1 peperone

Li ho lavati e svuotati. Ho conservato il ripieno delle zucchine e il ripieno del peperone (naturalmente non i semi e non la parte bianca del peperone).
Ho frullato i ripieni con l'aggiunta di 1 uovo e 15 grammi di formaggio piave, prezzemolo, aglio in polvere, sale e pepe. 
Ho inserito il ripieno con l'aggiunta di due cucchiai di piselli.
Ho messo in forno a 180 gradi per un'ora. A metà cottura ho messo 1 cucchiaio d'olio evo distribuito su tutte e tre le verdure e poi gli ho messo i cappellini. 


Misure del corpo



Ieri pomeriggio ho fatto una cosa che non facevo da anni. Mi sono presa le misure del corpo, stile anni 80, come facevano le donnine prima di mettersi a dieta. Come fanno anche prima e dopo i trattamenti estetici. Addome, seno, pancia, cosce, braccia. Un tempo lo trovavo addirittura divertente. Attualmente, avendo superato le forme "umane" non ci ho visto niente di eccezionale. La bilancia pesa tutto: grasso, muscoli, ossa, liquidi, anima! Le misure invece non mentono! Sono oggettive! E io ho provato la stessa sensazione che si prova quando stai per traslocare. Bisogna prendere le misure degli spazi della nuova casa per capire quali mobili prendere, come arredarla. Zona giorno, zona notte. Sono cambiate tante cose dentro di me e voglio "arredare" il mio corpo con cose speciali e essenziali. Me ne serve uno più piccolo e ho bisogno di sapere da che punto parto. Voglio godermi ogni istante del trasloco perché a differenza di molti, io amo il mio involucro. Adesso è solo questione di eliminare il di più. Sono pronta a lasciare quello che non mi è più utile. E sapete, so che adesso sembra impossibile crederlo o immaginarlo, ma il mio appartamento è piccolo e delizioso. 
😊

sabato 28 maggio 2016

Cammino di Sant'Antonio

Conoscete il cammino di Sant'Antonio? Non sono nativa padovana ma vivo in questa città da parecchi anni. Sant'Antonio è il santo patrono di Padova! Il cammino si compone di una "maratona" di ben 24 km. 
Non credo nei santi, non credo nei riti (ma li rispetto tutti), non credo nelle religioni. Eppure, stanotte la mia amica carnale, farà questo cammino per me. Oggi le ho detto: "Ma davvero farai questa maratona per una miscredente come me? Lo sai che non ci credo, vero?" E lei mi ha risposto: "Si, ma ci credo io"! Ho continuato a dirle che è una giornata particolarmente calda e non penso proprio che Sant'Antonio possa farmi qualche raccomandazione particolare. Ci ho scherzato con la mia amica come faccio sempre. Avrei da dire molto sull'argomento "santi e miracoli". Magari in un post futuro... perché adesso preferisco focalizzarmi sul vero miracolo di questa storia, e cioè che qualcuno si faccia una maratona notturna, con fede e sincerità. Vorrei concentrarmi sul fatto che questo qualcuno è la mia migliore amica. Una donna alla quale non ho mai risparmiato niente: complimenti, critiche, confronti, esternazioni di felicità, tristezza, delusione,frustrazione, speranza. E ci credo che si farà questi 24 km. Perché  lei di "chilometri" per me se ne fa sempre  tanti! Siamo diverse. Completamente e inesorabilmente. Ho sempre detto che lei è entrata un attimo prima che chiudessi un'ipotetica Arca di Noè. Lei che vede e sente ma scusa tutti. Lei che ha quella speranza, quella buona parola che appoggia sulle mie ferite come un cerotto. Lei che sa che non può curarle ma è li, tenendomi la mano. Le ho detto: "chiedi a Sant'Antonio una cosa, che possiamo essere amiche per sempre!"
Per sempre è davvero troppo tempo, ed è un tempo che nessuno di noi ha. Ma sono sicura che Antonio, ancor prima di diventare Santo è stato un uomo e magari capirà che il nostro "per sempre", in realtà significa "per tutta la vita". Quest'amica ha un nome, breve, semplice e diretto: Anna!
Cara Anna, spero che faremo ancora tanta strada insieme. A volte il paesaggio mi distrae. A volte mi incanta e altre volte soffro perché vorrei cambiarlo. La mia anima è complessa; il mio cuore invece non ha mai dubbi.
Sempre assime ... (e che Sant'Antonio ci aiuti!)


Basilica di Sant'Antonio






mercoledì 25 maggio 2016

Nonna ruba filetto!

Leggo sul mattino di Padova che una donna di 90 anni ha rubato del filetto per quattro volte durante una sola settimana. Prendeva i filetti dalle confezioni, li avvolgeva nelle pellicole e se l'infilava in tasca! Alla quarta volta è stata fermata, lei ha detto che ha rubato per fame e il direttore del supermercato ha deciso di non denunciarla. Devo dire che mi sono sentita sollevata del fatto che abbiano sorvolato su questa vicenda ma penso diverse cose. Anzitutto il direttore ha affermato che non è loro politica denunciare chi ruba per fame e che se vogliono del pane, non hanno bisogno nemmeno di rubare, basta chiedere! Bello, no? Ma la fame è solo pane? Il direttore ha sottolineato che ha trovato strano che una novantenne abbia rubato del filetto e che se fossero stati dei liquori o altri generi non alimentari, non avrebbe potuto sorvolare. Penso questo: rubare è sbagliato ma chiedere 15/17 euro per un pezzetto di carne, che cos'è? Penso che questa nonnetta abbia capito che se proprio doveva rischiare la galera, tanto valeva puntare in alto e che il pane se lo potevano pure tenere! Penso che quando sei abituato a mangiare "filetto" e ad un certo punto non te lo puoi permettere, dopo è molto più dura rispetto a chi è abituato ad altro. Penso che il filetto è tenero e magari la novantenne ha pensato che poteva masticarlo... penso che non voglio arrivare a quell'età soprattutto senza soldi, perché se cercassi di rubare mi scoprirebbero al primo colpo, tanto più che a me piace un casino il crudo sgrassato parma 30 mesi e quello nelle confezioni non lo vendono e se lo vendono metterselo in tasca lo farebbe ammuffire! Penso che mi piace metterlo nel pane fresco e croccante e allora diventerebbe proprio problematico. Ovvio che c'è molta ironia in questi pensieri. Se penso a melanzane e zucchine, sono voluminose! E da qui ai prossimi 52 anni, magari ci nutriremo di soli integratori (viste le rotture di balle e le varie diatribe fra alimenti si e alimenti no). E infine, rifletto sulla cosa più atroce di questa faccenda, ossia del fatto che leggere una notizia del genere non mi ha stupita per niente e che questa nonna, domani avrà ancora lo stesso problema! Spero di incontrarla in qualche supermercato. Le direi che basta una girata sulla griglia, scaglie di grana e rucola. Magari ci facciamo anche un bicchiere di vino ....Oppure la convinco ad un'alimentazione più sana e andiamo di zuppa di verdure!


100 giorno post Laurea

Sono passati 100 giorni dalla mia cena di laurea. Per me è come se ne fossero passati mille. Non mi sono presa nessun momento di pausa. Ho messo il turbo e ho terminato un corso sui social media, iniziato un mese prima della laurea. Ho mandato curriculum, ho trovato dei lavori e soprattutto ho chiuso un cerchio enorme dove non capivo perché mi sentissi quasi sempre sprecata in vari rapporti e in tante cose che facevo. Era il 2008 quando a seguito di un corso di programmazione neuro linguistica, dopo qualche giorno a Milano e dopo aver letto anche i libri, disegnai una mappa della mia vita. Ci avevano chiesto di farlo sia come esercizio riassuntivo di uno splendido corso, sia per partire da lì e realizzare il nostro essere. Una mappa di vita fatta di immagini, obiettivi, desideri, cose che volevo o che non volevo più. E al centro di quella mappa la persona per te più importante. Ho ritrovato quella mappa dopo 8 anni, ma non materialmente. La grossa pergamena credo di averla persa. Ho avuto delle settimane difficili, dove di notte avevo degli incubi. Ma stanotte l'ho sognata e ho iniziato a ricordare. Al centro della mappa un enorme sole, giallo e sorridente. Ero io... Da quel sole partivano raggi in ogni direzione: ogni raggio un settore della propria esistenza. Avevo messo tutto. Il raggio più potente dove investire la massima potenza era l'amore. E da li vari cerchi: il desiderio (allora così lontano e quasi irrealizzabile) di iscrivermi all'università e laurearmi in psicologia; il desiderio di tentare di riuscire bene nel mio lavoro di allora; la voglia di andare a trovare i miei per quanto lontani e di gestire con serenità le nostre diversità; provare a scrivere un libro; diventare selettiva e smetterla di essere circondata da gente che non aveva nulla in comune con me; provare a perdere peso; dedicarmi alle mie passioni prendendomi del tempo per me. C'era anche una voce Che diceva: sostenere il mio amore nel suo lavoro. In questi otto anni ho scritto tre Libri e ne ho pubblicati due. Ho lavorato come articolista sia per testate on line che per giornali locali. La penna per ora è appesa al chiodo perché secondo questa mappa, non avevo scritto che volevo fare la scrittrice di professione. Ho perso peso parecchie volte in questi anni, e se è vero che poi i chili li ho ripreso, anche qui... non c'era scritto che doveva restare magra. Ho inoltre fatto un percorso psicoterapico dove ho capito che ho un disturbo alimentare ma anche che il cibo, che seleziono con cura, e' uno dei modi in cui esprimo il mio senso di libertà. Sono riuscita a restare in quell'azienda altri due anni. Poi il mio settore e' stato chiuso e quindi non potevo fare altro. Ho fatto il test di ingresso all'università dopo 13 dal diploma e non solo sono entrata ma mi sono laureata! Ho smesso da anni di essere sempre disponibile indiscriminatamente verso persone che magari mangiano nel tuo piatto (che gli hai messo in tavola con fatica) e poi ti parlano anche male dietro. Ma anche qui sono andata molto oltre. Amo i miei momenti di solitudine che non sono una punizione ma l'opportunità magnifica di curarmi le ferite e tornare più forte di prima. Grazie anche ai miei studi vedo quanto le persone abbiano delle potenzialità ma quelle vanno curate. I loro limiti invece sono evidenti. Non mi aspetto più conforto da una telefonata. Tanto non riescono a confortarsi loro, come possono farlo con gli altri. Nella mappa avevo anche scritto che volevo.fare tante esperienze e viaggi. Ne ho fatti e il viaggio più grande sarà quello dove cambierò paese. Non vedo spesso la mia famiglia d'origine ma in questi otto anni, abbiamo condiviso seppur a volte da lontano, cose importanti. Ho ricordato poi che l'amore non era solo il raggio più grosso ma un cerchio nel cerchio. Ho sentito un grande sussulto e ho capito che e' perché ho con me il suo cuore. Lo porto dentro al mio cuore. Oggi disegnerò una nuova mappa. Il meglio deve ancora venire. Io ci credo... e voi? Un abbraccio caldo come il sole 🌕
😊
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Epicurea pentita? MAI!


Non potevo chiamare il mio blog in modo diverso. Io sono un'epicurea. Non al 100% perché mi piace pensare che possa esserci qualcosa di bello "anche" nel futuro.Decisamente le mie energie sono però volte a vivere nel presente e colgo ogni possibile opportunità. Dopo varie idee su come e se aprire un blog dove poter rovesciare un po' di me (tutta è impossibile... troppa roba...) ho pensato che l'unica tematica fattibile per quanto mi riguarda è il piacere, il desiderio, la passione e la forza della vita.
Non mancherò di farmi grasse risate ma anche qualche momento intimo di riflessione, e perché no: la descrizione del dolore, della fatica, delle difficoltà che provo ogni giorno nel portare questo peso, nel cercare di mollarlo da qualche parte e nel tornare a riprenderlo. Chissà che scrivendo non si spezzi questo ciclo. Parleremo anche di ricette gustose, light, meno light, rivisitate. Parleremo di psicologia, di amore, di sesso no... non sono capace. Anche se nel mio primo romanzo ho descritto un paio di scene hard, la mia conoscenza si limita a quelle due paginette. Se poi a 40 o a 50 anni dovessi diventare una panterona, come accade a parecchie donne, perché no... 
Vi invito ad aggiungermi per chi ha google plus. Ci leggeremo con piacere. Sto facendo delle prove per il design, per cui cambierò modelli e colori parecchie volte. Mi piacciono da morire le cose belle. Spero che il mio blog possa esserlo.

Due mele

Dicono che l'altra metà della mela non è un concetto che può andar bene. Bisogna essere un frutto completo così insieme si sta bene ma da soli va bene uguale. In questi anni ne ho sentite di tutti i colori. Per carità, si vive... suppongo. Si può perdere chiunque e andare avanti. Cosa significa andare avanti? Provare gioia nelle cose che ti piacciono. Lavorare. Affermarsi. Incontrare gente. Avere amici. Altri amori, altre evoluzioni. Suppongo sempre che può andare bene. 
Io suppongo perché per me Raffaela Nocerino donna dai mille impegni, passioni, amicizie e bla bla bla... Sapete il concetto è molto semplice. Senza ossigeno non si va da nessuna parte. E allora non è questione di andare avanti, tornare indietro o rimanere fermi. Si possono fare trapianti di organi. Si sopravvive con una sola gamba, senza... Con i cinque sensi. E se ne perdi uno dicono che ne recuperi altri. Perdi e recuperi su quel piatto di quella bastardissima bilancia che qualche essere ha creato. E sempre a fare i conti si sta. E con la matematica non sono mai stata brava. Io più te... chissà quanto fa. Ma io senza te fa un numero primo. E forse da qualche parte, in qualche altra forma, esiste un altro numero primo. Sicuramente. Cento, mille numeri primi tutti per me. 
Suppongo e penso: dovrei comunque respirare per incontrarli. Così cerco di mettere da parte un po' di ossigeno. Non si sa mai. E poi respiro pure io. Io più te...respiriamo assieme. Io senza te...ho i polmoni sani ma potrei andare in apnea. E allora, sempre restando nella supposizione, credo che si possa fare. Vedo vite che sono continuamente in apnea e sono talmente allenati che nemmeno se ne accorgono. Poi penso: ma io prima come respiravo? E cosi uso il piatto della bilancia anch'io. So che ce la faremmo comunque. E sai perché lo so? Perché se adesso respiro è perché me l'hai insegnato tu. Ma scegliamo ogni giorno di respirare insieme. E la mela? Con quella ci facciamo le torte 

martedì 24 maggio 2016

Sentirsi scavare dall'interno

Inizio questo blog utilizzando il dono della sintesi e arrivando al cuore del problema: seguire seriamente una dieta e perdere tantissimi chili, non fa soltanto dimagrire. La fame vera è sentirsi scavare dall'interno.
Pensiamo di togliere strati esteriori, ma il fatto è che nonostante le dimensioni, non siamo dei prosciutti che vengono affettati. Siamo tremendamente e immensamente molto di più.
Ho 38 anni e il peso esasperato che mi porto addosso da  sempre racchiude un mondo. Ad oggi sono una donna felice, serena e disequilibrata (perché  ad ogni passo dobbiamo perdere l'equilibrio per camminare e di strada ne ho fatta talmente tanta che se mi giro indietro vedo il nulla)!
Vorrei continuare a donarmi il meglio di questa messa in scena che chiamiamo vita, togliendo quello che non serve. L'ho fatto in ogni campo. Adesso è giunto il momento di scegliere una strada che possa aiutarmi ad avere vita ai giorni.